Secondo me l'Italia è in una crisi davvero profonda. Ho perso le speranze di un suo recupero quando ho realizzato che questa classe dirigente (e non solo politica), chiaramente inadeguata al proprio compito (sì, lo so, ci sono anche un sacco di persone brave ed oneste, persino in posti dirigenziali, non sono qualunquista; ma nel complesso, l'inadeguatezza è lampante), rispecchia davvero il popolo italiano. Mentre qualche anno fa si poteva sperare nei caschi blu che ci liberassero da un parlamento corrotto ed autoreferenziale (e ancora prima si sperava in soluzioni anche più, diciamo così, dinamiche), oggi non si può sperare in una trasformazione di vaste masse popolari che non distinguono più fra tasse e furti, fra servizi pubblici e regalie, fra potere e servizio pubblico, e che comunque non considerano il benessere collettivo. Il tutto annegato in procedure bizantine, che sembrano impossibili da semplificare in tempi ragionevoli. Ergo, che fare ? Un amico ha avuto l'idea...
A niu inglish English is the de facto lingua franca of humanity. It's a fundamental asset of civilization as we know it, and a cultural tool of global interest. It cannot, therefore, be considered the exclusive property of a medium-sized North Atlantic island (a part of it). English is rather unique in several respects. Its syntax is fairly basic, consisting largely of juxtapositions and idiomatic expressions , often built around simple, generic verbs (put, set, etc.) combined with modifiers (up, down, etc.). The same applies to the frequent use of nouns as modifiers, which can often be ambiguous (e.g. women hunters). This may sound rather barbaric to speakers accustomed to highly structured languages such as Classical Greek or Latin . The lack of generally regularized rules may help explain why many native speakers make basic mistakes even in formal writing (e.g. that vs which, its vs it’s). Its vocabulary is vast (estimated to range from about 170,000 to over one mill...