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Come uscire da questa situazione?

Secondo me l'Italia è in una crisi davvero profonda. Ho perso le speranze di un suo recupero quando ho realizzato che questa classe dirigente (e non solo politica), chiaramente inadeguata al proprio compito (sì, lo so, ci sono anche un sacco di persone brave ed oneste, persino in posti dirigenziali, non sono qualunquista; ma nel complesso, l'inadeguatezza è lampante), rispecchia davvero il popolo italiano. Mentre qualche anno fa si poteva sperare nei caschi blu che ci liberassero da un parlamento corrotto ed autoreferenziale (e ancora prima si sperava in soluzioni anche più, diciamo così, dinamiche), oggi non si può sperare in una trasformazione di vaste masse popolari che non distinguono più fra tasse e furti, fra servizi pubblici e regalie, fra potere e servizio pubblico, e che comunque non considerano il benessere collettivo.
Il tutto annegato in procedure bizantine, che sembrano impossibili da semplificare in tempi ragionevoli.
Ergo, che fare?
Un amico ha avuto l'idea geniale: dato che ormai la presidentessa francese (con la politica spettacolo, è la famiglia che regna, non solo l'eletto) è italiana, proponiamo l'annessione alla Francia. Non una unione, accordi o altro, la semplice annessione; l'Italia diventerebbe un dipartimento francese, come la Guyana. Dato il livello amministrativo e civile francese, non ci possono essere che vantaggi. Con la moneta non ci sono problemi (santo euro!), la lingua è facile, l'energia già ce la danno loro, gli aerei, l'acqua ecc. li hanno già cominciati a gestire, quindi perché non il resto?
Facciamo partire una grande iniziativa popolare, altro che le leggine di Grillo!

Commenti

oknibip ha detto…
una decina d'anni fa avevo proposto una forma di gemellaggio con la svezia. il programma consisteva nel teletrasportare il 10% dell'amministrazione pubblica svedese in uffici italiani, e viceversa. per un periodo di tre mesi.

fa piacere vedere che ci sono altre proposte operative nate nel frattempo
Occam ha detto…
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Occam ha detto…
Fa piacere vedere che anche uno dei più grandi partiti italiani ha idee simili alle mie. Avete visto la campagna "Non cambiare governo, cambia Paese"?
Con la mia proposta siamo perfettamente in linea, anzi oltre.
Occam ha detto…
Leggo che Grillo avrebbe proposto una cosa simile, ma con la Germania. A mio avviso non regge, perché:
- la lingua è molto più difficile, e pochi italiani sarebbero in grado di apprenderla, lasciando così pericolose ed amplissime sacche di resistenza italiota
- l'ultima volta che sono venuti i tedeschi, non hanno lasciato una buona impressione (al contrario Napoleone ci liberò da un bel po' di fardelli)
- la mentalità e le prassi operative tedesche sono molto diverse da quelle italiote, e sarebbe difficile armonizzarle
- i tedeschi non hanno già acquistato parti importanti del mondo produttivo italiota, come invece hanno fatto i francesi.
Ergo annexion tout de suite!
Lia ha detto…
Per le banche siamo gia' a buon punto. A Venezia abbiamo trovato la banca Friulandria con scritto sotto Crédit Agricole, a Firenze ho visto la Cariparma sempre con scritto sotto Crédit Agricole.

In pratica le banche sono gia' in buona parte francesi. Io, che un conto Crédit Agricole ce l'ho già,... non la vedo male. Magari non spendo neanche per il bonifico internazionale d'ora in poi :)
Ciao
Lia
Occam ha detto…
Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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