Ma, dico, possibile che nel 2008 ci si debba ancora confondere con cosa pensa la chiesa cattolica a proposito dell'evoluzione? Come fenomeno di costume può andare, tipo chiedere ai filosofi cosa pensano del rugby, agli elettrauto degli orologi a cucù, ecc., ma qui se ne parla come se fosse un argomento serio, come se fosse vero. Ovvia, basta, su.
Cito da chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/77264
Lo stesso Benedetto XVI ha più volte toccato la questione dell’evoluzione. Vi ha fatto cenno la prima volta già nell’omelia della messa inaugurale del suo pontificato, il 24 aprile 2005:
“Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario”.
Giovanni Paolo II in un discorso a un simposio su "Fede cristiana e teoria dell'evoluzione", nel 1985, affermava: "Una fede rettamente compresa nella creazione e un insegnamento rettamente inteso della evoluzione non creano ostacoli. [...] L'evoluzione suppone la creazione, anzi la creazione si pone nella luce dell'evoluzione come un avvenimento che si estende nel tempo, come una ‘creatio’ continua".
E da www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2006-03/20-3/AndreaPorcarelli.doc
(scusate, e' un .doc):
Queste affermazioni sono incompatibili con la teoria evolutiva, almeno come l'ho capita io (che i papi l'abbiano capita meglio di me? ;) ).
Cito da chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/77264
Lo stesso Benedetto XVI ha più volte toccato la questione dell’evoluzione. Vi ha fatto cenno la prima volta già nell’omelia della messa inaugurale del suo pontificato, il 24 aprile 2005:
“Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario”.
Giovanni Paolo II in un discorso a un simposio su "Fede cristiana e teoria dell'evoluzione", nel 1985, affermava: "Una fede rettamente compresa nella creazione e un insegnamento rettamente inteso della evoluzione non creano ostacoli. [...] L'evoluzione suppone la creazione, anzi la creazione si pone nella luce dell'evoluzione come un avvenimento che si estende nel tempo, come una ‘creatio’ continua".
E da www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2006-03/20-3/AndreaPorcarelli.doc
(scusate, e' un .doc):
- La teoria che domina nella concezione della origine dell’uomo è naturalmente come sapete la teoria della “evoluzione”. Quindi esiste una evoluzione biologica della specie, che diventano sempre più complesse, fino a quella realizzazione che è l’uomo come punto culminate della evoluzione della specie. Ebbene, niente da dire su questo. Non ci sono problemi di fede che siano in opposizione alla teoria della evoluzione.
- Rimane però una affermazione di fondo, e cioè che nell’ottica biblica quando si passa dalla evoluzione del mondo animale alla esperienza dell’uomo, c’è un cambiamento radicale che si può esprimere così. Nella evoluzione della specie quello che interessa è la specie. L’individuo è assolutamente subordinato alla permanenza e alla sopravvivenza della specie, prevale e rimane quello che è il più adatto secondo le condizioni ambientali (o quello che sono); questa è la legge darwiniana della evoluzione 2. Torno a dire: niente da dire su questo.
Queste affermazioni sono incompatibili con la teoria evolutiva, almeno come l'ho capita io (che i papi l'abbiano capita meglio di me? ;) ).
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